DICEMBRE 2016-GENNAIO 2017
A TUTTI GLI AMICI DI PADRE PAOLINO E DEI FRATELLI AFRICANI.
1937-2017. CI SIAMO: SONO 80 ANNI.
Carissimi,
La Bibbia dice che solo i più forti raggiungono questa età.
Ma quelli erano altri tempi.
Io,con tutti gli avvenimenti della mia vita, vi sono arrivato.
Anni 80,di questi 53 anni passati in Africa, e di questi anni più,aani meno, passati insieme a voi.
Anno dopo anno, grazie alle visite dei vostri amici in Missione,avete visto quello che È stato fatto a favore di questo popolo.
In me, un grande senso di soddisfazione di gratitudine.
Succede qualche volta che si facciano grandi lodi e festeggiamenti per un Missionario o per un benefattore.
Seduto tra la folla, mi viene impossibile non pensare: grande questo Missionario. Queste feste e queste lodi se le merita. È vero,ma con i sacrifici dei suoi benefattori.
Sono loro che hanno dato i soldi per fare queste opere. E questi soldi non era che non ne avessero bisogno,ma la loro bontà di cuore li ha spinti a sacrificarsi per aiutare il prossimo.
Non ci sarebbero grandi eroi Missionari,senza questi benefattori.
Carissimi,È proprio questo che sto pensando in questo momento,pensando ai miei 53 anni in Africa,i più dei quali passati con voi, prima a Kyamuhunga, poi a Rushere, ora, mentre scrivo,di nuovo a Kyamuhunga, e domani,forse a Rushere di nuovo.
Mentre scrivo questa lettera,Novembre 4  79 anni di età,sono nella Missione di Kyamuhunga, dove già mi trovavo negli anni 90.
Grazie al vostro aiuto ho potuto portare a termine tanti progetti non finiti in quegli anni.
E fare una nuova scuola Primaria di cui c’era tanto bisogno.
E il futuro?
Certo,se qualcuno mi vedesse in che condizioni sono adesso(novembre),direbbe: Cosa aspettano i Superiori a mandarlo in una casa di anziani?
Non lo fanno,perche sanno che non accetterei mai. Qui ci sono e qui ci sto.
E allora bisogna pensare al futuro.


Missione di Rushere.
Dal 2000 al 2014, quando all’età dei 75 anni,dovetti lasciare la missione.
È un merito  per un Missionario,lasciare una Missione in mano ad un altro,senza che succedano disguidi.In linguaggio proprio si dice:”Non personalizzare la Missione”.
Di fatto,non so se questo sia stato il mio errore,ma da quando ho lasciato la Missione, nel Giugno del 2014, le cose non sono andate bene.
Anno dopo anno, le difficoltà sono aumentate nella vita della Missione di Rushere.
Il mondo È cambiato da moltissimo dal 1964,quando sono arrivato in Africa,e non solo nel mondo in generale,ma specialmente in Africa.
Le relazioni tra Sacerdoti sia Europei che Africani, con il popolo in generale,o sono quelle indicate da Papa Francesco, o si va incontro al disastro.
Non voglio dilungarmi troppo su questo argomento,
Ma era per prepararvi al fatto che per i miei 80 anni,È molto probabile che ritornerò nella Missione di Rushere.
Per riprendere quello che era già incominciato e portato avanti con tantissimo impegno dalle vostre Associazioni Missionarie e da singole iniziative.
Da Rushere mi fanno sapere(sia i Missionari presenti che la gente dicono”: Sappiamo le condizioni di salute di Padre Paolino. Ma che venga. La sua presenza basta.
Ma io so che la sola presenza non basta, che vi sono tante cose importanti da portare avanti.
Ma faremo quello che È possibile.
Intanto grazie e grazie e grazie.
A tutti, tutti, tutti.
 Ai responsabili dell’Associazioni e i loro sostenitori.
Qualunque sia il mio futuro,con affetto voglio affidarlo al Signore che non mi ha mai abbandonato in questi anni e a voi,sicuro che nemmeno voi mi abbandonerete..
Una cosa È sicura. Fino a quando sia umanamente possibile,la mia vita È qui,in questa parte dell’Africa,dove sono nato e cresciuto a una nuova vita.
Auguro a tutti un Santo Natale,ed un sereno anno nuovo 2017..

Padre paolino

 

 

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